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Splendori e Decadenza

 - Tomasi et Palma

Giulio I succedono, il figlio Ferdinando (1651-1672) quindi il figlio di quest'ultimo anch' egli di nome Giulio (1671-1689). Sono gli ultimi Duchi vissuti a Palma. Entrambi di costituzione gracile e di salute malferma, muoiono giovanissimi, fanno ciascuno appena in tempo a mettere al mondo un figlio per non fare estinguere il ramo familiare. Ma con il figlio di Giulio, Ferdinando II, tale pericolo viene scongiurato, poiché egli sposatosi due volte mette al mondo dieci figli. Al mecenatismo di Ferdinando II (1697-1775) si devono; la formazione pittorica di Domenico Provenzani e la presenza a Palma come arciprete del medico palermitano F. Cangiamila e dell'umanista B. Roca, che costruì, attigua al Duomo, una biblioteca ricca di migliaia di volumi, oggi, in gran parte saccheggiata del suo patrimonio librario. Queste illustri presenze facevano seguito a quella di G.B. Hodierna, il famoso astronomo ragusano portato a Palma da Giulio I, e testimoniano se si pensa pure alla creazione del convento degli Scolopi, (l'attuale palazzo municipale), del mecenatismo culturale dei Tomasi.

 

Con Ferdinando sì può dire esaurita la "fase mistica" della storia della famiglia. Da questo momento in poi, i Tomasi, stabiliranno la loro residenza a Palermo e si dedicheranno agli affari civili e militari. L'unico vincolo che manterranno con Palma sarà quello del rapporto feudale, tra i Duchi e la "loro città”. D’altre parte le sorti della famiglia, strettamente intrecciate alla evoluzione politica e sociale della Sicilia, seguono quelle dell'intera aristocrazia isolana, che, se riuscirà a ritardare la fine del proprio dominio, non poté tuttavia impedirlo, in Sicilia inizia a sfaldarsi l'assetto di tipo feudale dell' isola , in questa epoca di transizione,  nel 1812 viene abolito esso viene abolito con un decreto del  Parlamento straordinario, i titolati rinunciavano a tutti i privilegi sui feudi che diventarono delle proprietà senza più oneri e pesi ,anche se rimanevano in capo di titolarità nobiliare ai legittimi discendenti, si abolirono le giurisdizioni feudali, le investiture, gabelle, ma la norma che porterà al declino  e quella della transizione dal regime precedente che considerava la proprietà feudale come proprietà insolvibile da parte dei creditori, a proprietà allodiali con cui i creditori potevano a loro piacimento soddisfare i crediti.....

Il gattopardo tra splendore e decadenza.......

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