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La lunga corsa del gattopardo

 - Tomasi et Palma

  

La prima edizione del Meridiano Lampedusa apparve nel 1995. La cronologia dell'autore si concludeva il 7 luglio 1959 con: «"Il Gattopardo" vince il Premio Strega». Giuseppe Tomasi di Lampedusa era morto il 23 luglio 1957 ma la vita di un uomo che nessuno avrebbe ricordato si era trasformata con l'uscita del suo romanzo in quella di uno scrittore che tutti ricordano.

L'11 novembre 1958 Il Gattopardo era apparso presso Feltrinelli, quarto numero de «I Contemporanei», la serie curata da Giorgio Bassani. Otto mesi dopo, quando vinse il Premio Strega, la tiratura aveva già raggiunto le 250mila copie.
L'edizione del romanzo era stata curata da Giorgio Bassani. Nella prefazione Bassani racconta il suo incontro con Lampedusa alle terme di San Pellegrino nell'estate del 1954. I Canti barocchi di Lucio Piccolo, primo cugino di Lampedusa, erano stati presentati ai letterati raccolti a San Pellegrino da Eugenio Montale. I cugini Piccolo, Casimiro, Giovanna e Lucio, non avevano quasi mai varcato lo stretto di Messina. Giuseppe Lampedusa sosteneva che Giovanna non lo avesse varcato mai, e raccontava della sola visita che Lucio gli aveva fatto in Inghilterra e del totale spaesamento del cugino, tale da indurlo a rientrare prontamente in Sicilia. In famiglia Lucio, il più giovane dei fratelli, era considerato un bambino invecchiato o un adulto dal comportamento infantile, pertanto la zia di Lampedusa, Teresa, chiese al nipote Giuseppe di accompagnare il figlio poeta a San Pellegrino. Partirono in tre, Giuseppe, Lucio e l'autista dei Piccolo, detto "Stantuffo", nel ruolo di guardia del corpo.

Il trio non aveva mancato di destar stupore. (...) Lampedusa aveva la stessa età di Montale, soffriva di artrosi all'anca e girava con un bastone. Nel ricordarlo quando scrisse l'introduzione al Gattopardo Bassani dice che gli era sembrato un generale a riposo. Di quella adunanza di San Pellegrino è rimasta una fotografia che ritrae Lampedusa seduto accanto ad Enzo Bettiza. Mentre il giovane Bettiza mostra la sfrontata sicurezza di un uomo inserito, Lampedusa ha lo sguardo timido dell'emarginato. È appoggiato ad un bastone ed appare indubbiamente più vecchio dei suoi 58 anni.
Nel presentare il romanzo Giorgio Bassani parla della casualità della scoperta. Lo scrittore era da poco tempo direttore della collana «I Contemporanei» e chiedeva agli amici letterati di indicargli degli inediti interessanti. Elena Croce venne incontro ad una sua richiesta segnalandogli un dattiloscritto di autore siciliano inviatole da un suo conoscente.

Nella prima edizione Bassani riporta anche che Elena Croce aveva avuto soltanto il tempo di sfogliarlo, non ne conosceva l'autore, presumibilmente, avrebbe detto, è l'opera di una vecchia signorina dell'aristocrazia palermitana. Questa frase rimbalzata in Sicilia suscitò l'indignazione della principessa di Lampedusa. Le due signore giunsero sull'orlo di una querela giudiziaria, e soltanto i buoni uffici di Suso Cecchi D'Amico riuscirono a farmi comporre una tregua con la Croce e successivamente a diluire nel lungo periodo i fieri propositi della Principessa.
Da una parte Elena Croce restava convinta che Alessandra Wolff, vedova Tomasi, avesse adoperato il nome del padre per la promozione del romanzo, dall'altro la Principessa addebitava alla Croce di non aver letto per tempo e con cura il dattiloscritto, ed a questa negligenza imputava che il marito fosse morto senza la speranza che un editore avrebbe accettato il romanzo.

In effetti la Principessa aveva consegnato nel gennaio del 1957 il dattiloscritto all'ing. Giorgio Giargia, il quale si era offerto di recapitarlo alla Croce. Ma questa vi aveva dato un'occhiata soltanto quando Bassani si era rivolto a lei per il suo nuovo lavoro di curatore di una collana di narrativa contemporanea. Erano passati molti mesi, tredici almeno, e nel frattempo l'autore era morto. Ed era spirato amareggiato dal rifiuto della Mondadori pervenutogli nel 1956 e dal rifiuto della Einaudi comunicatogli per lettera da Elio Vittorini pochi giorni prima della morte.
Le vicende avevano privato l'autore di trovare nella sua tarda foga di scrittore una ricompensa ad una vita grigia e, come per molti palermitani della sua classe, svoltasi sotto l'insegna della decadenza.
Ma se l'autore era morto, con l'intervento di Bassani il romanzo era vivo. La prima edizione del novembre 1958 era già esaurita per le vendite di Natale. Nel frattempo erano apparse le recensioni di Carlo Bo, di Paolo Milano, di Eugenio Montale, di Geno Pampaloni che avevano innescato il caso Gattopardo. Sono gli stessi che porteranno sette mesi più tardi Il Gattopardo alla vittoria dello Strega e sono anche coetanei di Lampedusa. L'accoglienza dei coetanei risultò difatti compatta e determinante. Di quella cerchia l'unica voce dissenziente fu quella di Enrico Falqui che intitolò la sua recensione sul “Tempo” “Il gattomorto”, con grande dolore della vedova Lampedusa.

 

Il romanzo ricomparve in libreria a fine gennaio 1959. Bassani ritoccò la prefazione e attribuì a Croce la scoperta del romanzo. La prima edizione del Gattopardo (3000 copie) con l'originaria prefazione di Bassani è difatti una rarità per bibliofili. Giorgio Bassani era entrato per la prima volta in contatto con la vedova nel febbraio del 1958. Oltre al manoscritto aveva da lei ricevuto una copia dattiloscritta del sesto capitolo “Il ballo” e su questi materiali aveva fatto avviare la composizione del libro. Nel maggio 1958 Bassani decise di venire a Palermo. Cercava altri materiali e gli consegnai il dattiloscritto redatto dall'autore nel gennaio del 1957 e che questi nella sua lettera testamento indicherà come il testo definitivo. Il testo composto fu allora integrato con il testo manoscritto e fu inserito nel romanzo anche il capitolo quinto, “Le vacanze di padre Pirrone”, presente nel manoscritto, e che la Principessa avrebbe desiderato fosse pubblicato come una novella separata, non tanto per motivi letterari quanto per avere a disposizione un materiale sufficiente per la raccolta di “Racconti” che aveva già in animo di pubblicare.

 

Assente per un mese dalle librerie Il Gattopardo vi ritornerà come si è detto a fine gennaio 1959, in un susseguirsi di edizioni per cui Feltrinelli nella promozione successiva al premio Strega poté apporre la fascetta 280.000 copie vendute. L'ultimo scoglio prima del premio era costituito dalla promessa interna al mondo letterario di premiare "La casa della vita" di Mario Praz. Ma l'outsider era eccezionale, vinse e vince ancora.

 

 

 

 
 

 

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