Home » Giuseppe M. Tomasi

Giuseppe M. Tomasi

 - Tomasi et Palma

Nasce a Licata, il 12 settembre 1649. Particolarmente curata fu la sua istruzione, perchè già destinato dalla famiglia alla corte del re di Spagna. Ma già da piccolo Giuseppe nutriva ben altra vocazione: voleva seguire le orme dello zio Carlo. Dopo avere rinunciato al Ducato e a tutti i diritti di primogenito, in favore del fratello Ferdinando, entra nell' ordine dei Teatini a Palermo in S.Giuseppe il 25 marzo 1666. Nel periodo di preparazione al sacerdozio studiò a Messina a Ferrara, Modena e Roma apprendendo gli studi della lingua latina, greca, e perfino quella ebraica, ampliando le sue conoscenze al siro-caldaico, all'etiopico e all'arabo;in lui era vivo, l'ardente desiderio di riformare il culto divino passo' quasi tutta la vita a ricercare e pubblicare antichi testi e documenti della Sacra Liturgia, si adoperò anche in iziative di caarattere sociale come l' educare fanciulli. Giuseppe Maria fu ordinato sacerdote a Roma nel dicembre 1673. Uomo di vastissima e profonda cultura , fu amico di dotti ed artisti, trascorse a Roma, quasi ininterrottamente, gli ultimi quarant' anni della sua vita durante i quali pubblicò una cinquantina di opere, prevalentemente di carattere biblico liturgico, facendo proprie alcune delle istanze culturali del secolo XVII. Rifiutò le cariche dell'Ordine e sempre si dedicò ad opere di pietà. Per le doti spirituali fu apprezzato in tutta Europa. Il Papa Clemente XI (che ne raccolse gli scritti) , nel concistoro lo nomina  Cardinale, fu ammesso al circolo colto degli eruditi ed alla biblioteca della Regina di Svezia, si avvalse dei codici antichi provenienti dalla stessa biblioteca(Floriancese) per comporre la sua opera fondamentale i   "Codices Sacramentorum nongentis annis vetustiores.." publicata a Roma nel 1680, e dedicata alla stessa Regina Cristina.   Entrambi, sia il Papa che la Regina di Svezia Cristina, lo apprezzarono molto, a Roma ricevette importanti incarichi; la sua vita fu di dotto e di studioso, senza trascurare però i doveri di sacerdote e la sua intima vita spirituale. Prese a pubblicare numerose opere e, per sottrarsi all'attenzione dei dotti dell'epoca, prese a sottoscriverle con il cognome dell' avo paterno "Giuseppe  Caro ",. Redasse nel 1690 le "Costituzioni"  delle monache benedettine del Monastero della Vergine del Rosario di Palma. Si occupò anche della "sua" città,  promuovendo  l'istruzione  pubblica. fondando un Collegio,

"L' Istituto delle Scuole Piee", e chimando i Padri Scolopi a gestirlo, si rallegrò  con il nipote Ferdinando perchè frequentava il Collegio a Palermo, convinto che si impara meglio nella scuola pubblica che a casa con il propio maestro. Ostinato nella modestia, non indossò la porpora di seta, rifiutando costantemente il titolo, soleva dire : " ma che eminenza, che  eminenza, son quello che ero prima". La sua casa rimase modesta, quasi disadorna con una corte di umili ai quali destinerà tutto il patrimonio.

Purtroppo ,un anno dopo da quando venne investito del titolo di Cardinale si ammalò e morì a Roma il 1 gennaio 1713. Fu sepolto nella Chiesa di San Martino ai Monti, dalla quale ricavava il suo titolo cardinalizio,e la ricca urna che contiene il suo corpo fu fatta costruire nel 1903 dal Cardinale Vaszary,primate di Ungheria. Dei suoi studi, sulla Sacra Scrittura e la scienza liturgica ,rimangono 12 volumi.Con la sorella Isabella mantenne un lungo e costante rapporto epistolare.

 Papa Benedetto XIV, in deroga ai decreti di Urbano VIII, diede inizio prima dei prescritti  50 anni dalla morte, ai processi per la sua beatificazione;il 28 settembre 1803 fu dichiarato beato da Pio VII.

Nel 1971 il suo corpo fu traslato nella Basilica dei Teatini di Sant'Andrea della Valle sotto un altare  laterale.

 

  

 Il 12 ottobre 1986,viene dichiarato Santo dal Beato Giovanni Paolo II.

/