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Giulio II, 4° Duca di Palma

 - Tomasi et Palma

Data la tenerissima età del piccolo Giulio, rimasto orfano ad un anno e pochi mesi, e vista la disposizione testamentaria del padre che fu affidato al nonno Luigi e alla nonna Rosalia.

Donna Rosalia Traina quando rientrò al Palazzo, per questioni relative all'amministrazione dei vassalli, lo trovò quasi spoglio, poiché "il Principe Santo" aveva dato molto ai poveri.

 Sino a sette anni Giulio crebbe in monastero, dal quale usciva solo la sera: lo si vedeva spesso, tra la commozione delle religiose, abbracciare il quadro della Madonna del Riposo credendo che Ella fosse sua Madre. In seguito, si trasferì a Palermo dal nonno ed ivi sposò nel 1692 la prima cugina Anna Naselli, figlia di Baldassare Conte di Comiso e secondo Principi di Aragona e di Celidonia Fiorito e Tagliavia, e figlia del fratello della madre. Giulio desideroso di venire a Palma, per aver la benedizione dalla nonna che nel frattempo si era ammalata, nonostante le resistenze della stessa che comprendeva sarebbe spirata molto presto, Giulio II e la moglie Anna  vennero  nonostante tutto a  Palma, ma dalla gioia del felice evento si passò al lutto, poiché dopo tre giorni della loro venuta la Duchessa spirava il 3 maggio alle ore 15;ella già suora soleva ripetere, riferendosi alla vita passata,"secolaraccia e mondana”; sul petto si era incisa con una lama incandescente "Marie sum, noli mi tangere”. Considerando la sua vita, ella fu fedele alla condotta del marito don Giulio. Il nome di Sr M. Seppellita, suggeritogli dal cognato Don Carlo Tomasi, era il simbolo del di lei abbandono nei riguardi del mondo, fu sempre vigile, però nei riguardi del suo popolo, elargendo elemosine, correggendo le dame scandalose non con il solo aiuto spirituale. Per rimuoverle dalla loro situazione ed indirizzarle verso il retto cammino, assegnava loro un congruo sostentamento per vivere, e togliere le scuse della necessità. insomma una tenace custode della pubblica moralità.

Dopo avere  offerto mille messe in suffragio della nonna, Giulio ritornò a Palermo, non dimenticando il suo Ducato, per suo merito si deve l'Istituzione delle Scuole Pie, una sorta di università con vari corsi teologici, umanistici, filosofici affidata alla gestione dei Padri Scolopi, destinando una congrua rendita ad esso, anche se Giulio II  non poté vederne l'inaugurazione, infatti egli morì colto da malattia nel 1698 ,e l'apertura dell'Educandato avvenne soltanto l'8 dicembre 1712.Tra gli allievi vanno ricordati il giovane Ferdinando di Lampedusa, i suoi due fratellastri e Antonio Branciforti Naselli futuro Vescovo di Agrigento e Nunzio Apostolico a Parigi, inoltre fu sede provinciale degli Istituti degli Scolopi per parecchi an ni.

 In seguito all'affievolimento della considerazione di questi Istituti, che anche il Fidanca considerò come "pedanti di vile sferza” cominciarono a scomparire, quello di Palma fu l'ultimo a chiudere in Sicilia.

La moglie Anna, dopo quattro anni, si risposava con il Principe di Scordia Giuseppe Branciforti e Morra (1678-1710).

 

 

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