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Ferdinando I, 3° Duca di Palma

Ferdinando I di Lampedusa

Ferdinando I di Lampedusa - Tomasi et Palma

 Ferdinando I di Lampedusa, nato a Palma il 10 gennaio 1651, anche lui ebbe l'appellativo ormai comune nella famiglia di "Principe Santo". Sin da bambino ricevette, come voleva la tradizione della famiglia, una educazione profonda, che lo spingeva ben oltre le preghiere, facendo egli esercizi spirituali di obbedienza, astinenza e penitenza. Era stata allestita per lui una "piccola stanzuccia" che permetteva di agevolare la meditazione sulle cose sacre.
In fanciullezza, la sua vita fu messa a repentaglio da una malattia che venne definita ittero mortale, ma con grande meraviglia si riprese, "di un candido giglio che era, divenne nero olivastro".
Di carattere schivo e di presenza gradevole, in famiglia veniva chiamato "Carlo V" per la poca facilità del sorriso,” rubacuori" per la beltà.

All' età di circa sedici anni cominciò ad intraprendere viaggi che lo spinsero in molte città della Penisola quali Roma, Loreto, Ferrara e sarebbe andato oltre sé il padre non lo avesse richiamato quando era in procinto dipartire per la Germania.
Il padre aveva avvertito un presagio di una sua imminente dipartita e lo volle accanto a sé; inoltre per esser sicuro di non far spegnere il ramo familiare lo volle sposo subito. La prescelta fu Melchiorra Naselli giovanissima, “una donzella, delle migliori del Regno", figlia del primo Principe d'Aragona Luigi e di Eleonora del Carrillo e Toledo. Il matrimonio fu sottoscritto dallo stesso Duca Giulio I a Palermo, nella
residenza della giovane, il 25 marzo 1669.

Il ritorno a Palma dei futuri sposi fu trionfale, con il Te Deum alla Matrice per la notizia dell'imminente lieto evento e con balli che durarono però ben pochi giorni.
Il presagio del Duca non fu un’illusione, difatti il 30 marzo 1669 si ammalò per morire trenta giorni più tardi; la morte improvvisa del "Duca Santo “fece slittare la celebrazione. Ferdinando e Melchiorra partirono per Palermo, ove risiedettero per sette mesi.
Il loro figlio nacque a Palma nel 1671 e fu chiamato Giulio II.
Ferdinando I segui le orme del padre, cercando di imitarne la vita e ripercorrendo
il percorso di carità, ripeté molte pratiche, come quella di servire mensa ad un povero o di lavargli i piedi, rifare le stazioni della Via Crucis, le quali si snodavano per il paese; fu prodigo nell'amministrazione
dei sudditi soprattutto in tempo di carestie. La Principessa Melchiorra, nel secondo anno di matrimonio, era in attesa del secondogenito, e all'ottavo mese fu colpita da una malattia sconosciuta che in soli cinque giorni la fece morire. Fortunatamente il figlio nacque naturalmente; la famiglia aveva deciso di utilizzare anche i ferri per agevolarla vita del nascituro, dato che a parer medico ella non aveva alcuna
speranza, difatti, poco tempo dopo aver messo alla luce Giovanni, spirarono entrambi.
Da molti amici e dalla stessa suocera gli fu consigliato di risposarsi. Ma avendo egli fatto voto di castità con l'intenzione di entrare nell'Ordine dei Cappuccini, ne era trattenuto dalla presenza del piccolo Giulio II. Decisosi, chiese aiuto allo zio Don Carlo per avere una dispensa, il quale Carlo però, lo indusse a cambiare scelta.

Ma, la sorte fu avversa per lui come per la consorte; si ammalò la sera del giovedì Santo del 1672, si mise aletto, ed a ogni giorno che passava il suo organismo cedeva alla malattia, in da giudicarlo in grave pericolo di vita. Ricevette i sacramenti dimostrando segni di ottima disposizione. La madre per ottenere la sua guarigione, fece voto alla Madonna di Trapani, con la promessa di dare in dono la sua collana più preziosa e far compiere al figlio un pellegrinaggio, ma il figlio, avendo saputo del desiderio della madre, le confessò che preferirebbe visitarla in Cielo. Il desiderio fu esaudito: il 5 maggio 1672 spirò.

Rivestito dell'uniforme di Cavaliere d'Alcantara, dopo l'orazione funebre celebrata da un Padre Gesuita …

"le cui lacrime si numeravano più delle parole...pianse tanto che per tre volte occupò sotto il nero manto..." fra la commozione generale, il suo corpo cosparso di fiori fu deposto nella
Chiesa del Monastero di Palma.

 

 

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