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Carlo Tomasi, I Duca

Carlo Tomasi I "Fondatore"

Carlo Tomasi I "Fondatore" - Tomasi et Palma

 

Carlo Tomasi, nasce a Ragusa nel 1614, rimasto orfano in giovane età, venne affidato alle cure dello zio paterno Mario governatore del Castello di Licata, fondatore della città Palma, della quale fu nominato primo duca da Filippo IV Re di Spagna nel 1638, giovanissimo sovraintende agli affari della città, guidato dalle ambizioni potente zio, che da tempo aveva come obiettivo quello di dare un nuovo fastigio alla fami-glia, difatti lo.....vuole fidanzato con la ricchissima Rosalia Traina, nipote del Vescovo di Girgenti, ma egli dopo avere atteso per breve tempo al governo del nuovo insediamento, facendo costruire una Torre a Marina Di Palma, Torre S. Carlo, per proteggere la città dai pirati.

 

Di costituzione fragile, dopo il fidanzamento si ammala, e decide di intraprendere un’altra strada, rinunzia al ducato in favore del fratello e nel 1640 entra nell'ordine dei Teatini  per vestirne l'abito a Palermo, dove emise la professione religiosa l’11 aprile 1642.Ducato e fidanzata passano così al fratello, Carlo anche se orfano di padre fin dalla prima infanzia, ed allevato ed educato da sua madre e dallo zio Mario, non impedì che egli acquistasse una vasta e profonda cultura umanistica ed ecclesiastica. Si dedicò agli studi di filosofia e di teologia, e da sacerdote la sua produzione letteraria fu molto abbondante: 51 opere e opuscoli editi, in latino e in italiano, e 17 inediti, nel 1648 pubblicò uno schema che riassume la Somma Teologica di San Tommaso d’Aquino, per i dettagli rimando a A. F. Vezzosi, “I Scrittori de’ Chierici Regolari detti Teatini”, tomo 2°, Roma 1780, pp. 349-359.

 

I suoi scritti sono interessanti per gli argomenti teologici trattati e per la sua dottrina spirituale.

 

Rimase a Palermo fino al 1658, quando, dopo aver partecipato a Roma al Capitolio Generale del suo Ordine, i superiori lo trattennero nella Casa Generalizia di S. Silvestro al Quirinale. Qui trascorse il resto della sua vita. Don Carlo Tomasi conobbe e mantenne rapporti con molti personaggi del suo tempo, specialmente in Sicilia e a Roma.

 

Fu confessore e direttore spirituale molto ricercato ed era apprezzato come uomo dotato di grande saggezza. Anche se lontano dalla sua città e dalla sua famiglia, continuò tutta la vita a suggerire e a dirigere le iniziative, i progetti, le opere, che riguardavano lo sviluppo religioso e civile di Palma, attraverso Lettere, i cui destinatari sono della famiglia dei Tomasi di Lampedusa;

 

I privilegiati sono principalmente: il fratello Don Giulio con la moglie

 

Donna Rosalia, e anche il nipote Giuseppe Maria. Le lettere sono sature

 

di spiritualità; lo stile è chiaro e concreto, con indicazioni e consigli precisi, lo scrivente intendeva seguire e aiutare i suoi familiari nel cammino verso la santità, anche occupandosi delle cose temporali... chi conosce la storia di questa famiglia, constata che l’ideale di perfezione cristiana alla quale tutti si erano proposti di tendere, fu costantemente perseguito.

 

Per Don Carlo Tomasi, il miglior titolo di gloria e il suo vanto è la santità della sua famiglia, in primo luogo di suo nipote San Giuseppe Maria Tomasi, che seguì, curò e aiutò in modo particolare durante gli anni della sua formazione religiosa.

 

Morì con fama di santità il primo gennaio 1675; immediatamente dopo il suo decesso furono raccolte testimonianze e scritti per il processo di beatificazione, che poi non ebbe seguito.

 

 

 

 

 

 

   

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