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Breve storia della Sicila

 - Tomasi et Palma

La Sicilia, splendida isola ricca di bellezze  naturali, di storia, di cultura, di arte, di folklore, di tradizioni civili e religiose, armonioso coronamento della penisola italiana, la Sicilia ha forma triangolare con 1100 chilometri di coste, nate sui tre lati dal Tirreno a Nord, il Mediterraneo a sud-ovest lo Ionio a est. Essa dista pochi chilometri dalla Calabria da cui è divisa dall’esiguo tratto di mare dello stretto di Messina, città ricostruita con fisionomia moderna, dopo il terribile terremoto che la distrusse nel dicembre del 1908, e dopo la tragica serie di bombardamenti che la colpirono durante seconda  guerra  mondiale (1939-1945), Messina è chiamata “Porta della Sicilia”.

Chi vi giunge dal continente con la nave-traghetto, solcando le acque sempre agitate spumeggianti del bellissimo stretto in cui essa si specchia col suo magnifico porto e, vi può sostare alcuni giorni per meglio conoscerla e ammirarla, oppure può subito partire per un affascinante viaggio  turistico attraverso l'isola.  Questa luminosa città le cui origini si perdono nel tempo, sintetizza tutti i valori dell’isola del sole, come giustamente fu scritto da Roberto  De  Gasperis: “Dalla bellezza del paesaggio luminosità  del cielo e del mare; dall'ampiezza e nobiltà delle prospettive cittadine alla vivacità di vita che si rivela ricchissima e vibrante da qualunque punto  di vista si voglia esaminare”.

 

La Sicilia, chiamata anche Terra del sole per il suo cielo limpido e il suo clima piuttosto caldo, è l'isola più grande d'Italia e del Mediterraneo.   Comprende nove province: Messina, Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta, Ragusa, Siracusa e Catania, bagnate per un tratto dal mare e, sui monti del centro, la provincia di Enna. L'omonima città, situata a circa mille metri di altitudine sui Monti Eréi, è il capoluogo di provincia più alto d'Italia. E detta anche "Belvedere della Sicilia" per il vastissimo panorama circostante che offre allo sguardo incantato del visitatore.

 

 La Sicilia è  specchio fedele della storia, l'arte e la cultura la ripetono e la documentano.  E stato scritto che un viaggio in Sicilia è anche un viaggio nel tempo, oltre che nello spazio. Numerose e insigni testimonianze archeologiche ricordandola fantasia e le capacità costruttive dei Siciliani anche nell'antichità.  Riguardo alla cultura, così ha scritto R. De Gasperis Nutrita di ellenismo e di romanità, aperta a tutte le influenze delle antiche civiltà 'mediterranee, coltivata nel’ da Principi illuminati, arricchitasi di nuovi e luminosi valori durante l'umanesimo, impreziositasi di continuo per il confluirvi di elementi orientali e occidentali, la cultura è sempre fiorita in Sicilia tanto campo della speculazione filosofica, quanto in quello della poesia, della letteratura né scienze. 

 

Lo stesso discorso si può fare per qualsiasi arte: architettura, scultura, pittura, musica, eccetera, che ha visto e vede la Sicilia ed internazionale.

 

 

 

Che cos'è il folklore?

 

 

 

 È l'insieme delle tradizioni popolari e delle loro manifestazioni: costumi, musiche, canti, danze, leggende, proverbi, feste, artigianato, eccetera.
“La Sicilia è sicuramente una delle regioni italiane che più ha mantenuto intatti gli aspetti della su affascinante tradizione. Lo stesso isolamento economico, sociale e, oltre che geografico in cui si è trovata per tanti anni, ha favorito il persistere di costumanze vecchie di secoli nelle quali non
è difficile talvolta riconoscere le origini e gli apporti derivati dai vari momenti
storici e culturali» (Loretta Santini). Sono parte integrante del folklore locale il vivace carretto siciliano, tutto dipinto ed ornato con episodi che fanno rivivere le epiche gesta dei Paladini di Francia e dei loro avversari. A questa tradizione s'ispira anche il famoso e caratteristico Teatro dei Pupi.

 

 

Breve storia della Sicilia..

Breve storia della Sicilia.. - Tomasi et Palma

  Sicani e Siculi..

 L'insediamento umano in Sicilia risale probabilmente al Paleolitico Superiore,
cioè all'epoca che precedette l'attuale stabilizzazione del clima terrestre, come hanno permesso di accertare le ricerche archeologiche. Poi, nei millenni che seguirono, si sviluppò una civiltà autoctona pari alle più progredite del Mediterraneo.

 

Nell'antichità l'isola del sole fu abitata dai Sicani e dai Siculi, gente affine ai Latini, del gruppo italico indo-europeo. I Sicani, popolazione indigena della Sicilia, forse del gruppo libico-iberico, dopo l'immigrazione dei Siculi si ritirò nella parte occidentale dell'isola, dove furono definitamente sottomessi
dai Cartaginesi.
Ma la Sicilia, posta al centro del Mediterraneo, ha intercettato le civiltà di tutti i popoli antichi che attorno al grande Mare creavano le basi del
mondo moderno. Alcuni di questi popoli sono sbarcati nell'isola fondendo
la propria cultura a quella delle popolazioni indigene.

 

La storia, dell’Isola conserva a tutt'oggi le impronte dei Cartaginesi, dei Greci, dei Romani, degli Arabi, dei Normanni, degli Spagnoli (Nazareno d'Errico)”.
Delle popolazioni mediterranee che abitarono la Sicilia in tempi remoti, i Siciliani conservano tuttora le caratteristiche fisiche che, del resto, sono quei comuni alla gente mediterranea, sia pure con qualche variante: cranio dolicocefalo, faccia ovale, capelli neri o scuri, occhi scuri luminosi e intelligenti, pelle da bianca a bruno-chiara, corporatura snella e statura medio alta.

 

Il territorio dell'isola è prevalentemente collinoso e montagnoso. I gruppi di maggior rilievo sono i Monti Peloritani, i Nebrodi, le Madonie, gli Eréi, gli Iblei.

 

Il vulcano Etna sta a sé. Con la sua gigantesca mole conica, che raggiunge l'altezza di oltre tremila metri, domina la costa ionica offrendo a chi lo ammira uno spettacolo favoloso e terrificante, quand'è in eruzione.
Le pianure sono poco estese: la principale è quella di Catania attraversata dal fiume Simeto che sbocca nel golfo. Il Salso, il Platani e il Belice sboccano sulla costa meridionale. A settentrione vi sono torrenti di breve corso chiamati fiumare. Oltre il lago naturale di Pergusa, in provincia di Enna, descritto magistralmente dal poeta latino Ovidio Nasone nel libro quinto delle sue “Metamorfosi”, vi sono quelli artificiali di Piana degli Albanesi e di Prizzi, in provincia di Palermo, e altri ancora.
La Conca d'Oro è la famosa pianura fertile e verdeggiante che circonda Palermo, così chiamata per la sua ubertosità e per i frutti dorati dei suoi agrumeti. “La Conca d'Oro di Palermo con i monumenti arabo-normannidi quest’ammaliante città, l'aerea Taormina e la Marina dei Giardini, la costa etnea con gli scogli vulcanici dei Ciclopi, l'Etna poderoso e bianco di nevi col suo largo piedestallo d'abitati e di lussureggianti vegetazioni, la greca Siracusa, gli austeri e possenti templi greci della costa meridionale,
le riviere fragranti, dagli innumerevoli frutti d'oro: tutti questi non sono che alcuni aspetti della Sicilia ...”

 

(Italo Zaina).

 

 

 

Le colonizzazioni....

 

 

 

La colonizzazione della Sicilia iniziò ad opera dei Fenici, arditi navigatori
attratti dalla natura e dalla posizione strategica dell'isola. Poi, secondo M. Stabile, l'isola divenne testa di sbarco: Cartaginesi a Occidente, che s’insediarono tra l'altro a Panormo (Palermo) già colonia fenicia; e Greci a Oriente, grandi fondatori di città, da Catania a Siracusa, da Zancle (Messina)a Gela e Megara Iblea. Tutto questo incominciò verso la fine dell'ottavo
secolo avanti Cristo, e fece dell'isola una costellazione di stati, che dovettero difendersi duramente dalle patrie d'origine dei vecchi coloni, Grecia e Cartagine. E nel contrasto s'inserì Roma. Largo ai Romani
Roma, la conquistatrice del mondo antico, colse al volo l'attesa occasione di uno scontro fra Siracusani e Mamertini per inserirsi nelle vicende della Sicilia. Con la battaglia navale delle Egadi 241 a.C., gran parte dell'isola del sole fu conquistata e ridotta a provincia romana. Soltanto Siracusa, la città di santa Lucia, conservò un po' d’indipendenza che perdette durante la seconda guerra punica, quando la città fu distrutta 212 a.C. per essersi alleata con i Cartaginesi Questi furono poi definitivamente cacciati dai Romani che ultimarono la conquista dell'isola nel 210 a.C., riducendola al ruolo di prima provincia, fonte di ricchezza e base di espansione della    Repubblica romana, proclamata nel 509 a.C.
Durante il secolare dominio di Roma, la Sicilia fu sovente teatro di guerre,  tra cui quella combattuta da Sesto Pompeo, dominatore dell'isola, contro il giovane e aitante Ottaviano Augusto, fondatore dell'Impero, che governò saggiamente dal 31 a.C. al 14 d.C.
Nel 304 d.C., durante il governo dell'imperatore Diocleziano, accanito persecutore dei cristiani, a Siracusa subì il martirio anche santa Lucia, giovane donna di nobile casato.

Dai barbari a Carlo d’Angiò….

Nel 440 d.C. la Sicilia fu invasa dai Vandali, nel 493 dagli Ostrogoti di Teodorico e nel 535 fu facilmente conquistata dalle truppe del generale greco Belisario, inviato dall'imperatore Giustiniano. Iniziò così un periodo di dominazione bizantina durato tre secoli.
Nell’878 l'isola fu quasi interamente conquistata dagli Arabi, sotto il cui dominio ebbe un lungo periodo di prosperità. Dal 1061 al 1091 fu conquistata dai Normanni, già insediati nell'Italia
meridionale. Grazie all'investitura del Papa, la monarchia normanna di Sicilia ebbe grande prestigio. I suoi tre sovrani: Ruggero Guglielmo I e Guglielmo II, che governarono complessivamente dal 1130 al 1189, col loro buon governo acquistarono in breve tempo la fedeltà e la devozione della
popolazione latina, greca e araba.
Nel 1194 il regno normanno di Sicilia passò, per eredità femminile, all’imperatore Enrico I di Svevia che aveva sposato Costanza, ultima erede di re Ruggero.

 

Il loro figlio Federico II, che regnò dal 1197 al 1250, portò la Sicilia al massimo splendore. Tenne corte a Palermo e visitò di questa città un luminoso centro di cultura e di arte conosciuto e apprezzato in tutta Europa. Con la tragica morte di Corradino (1268), ultimo degli Svevi, la Sicilia fu sottomessa dalla dinastia francese degli Angiomi. Il vessatorio governo di Carlo I d'Angiò e la prepotenza dei suoi soldati provocarono a Palermo, nel marzo 1282, l'insurrezione dei famosi Vespri Siciliani, che dilagò in tutta l'isola e favori l'intervento di Pietro III d'Aragona e la cacciata dei Francesi dalla Sicilia.

 

Dagli Aragonesi a Garibaldi......

Dopo vent'anni di guerra il figlio di Pietro III, Federico d'Aragona, fu riconosciuto re di Sicilia da Carlo Il d'Angiò. La pace di Caltabellotta
(1302) costituì la Sicilia in Regno indipendente sotto lo scettro degli Aragonesi di Spagna.
Nel 1410, con la morte di re Martino Il, l'isola passò a Ferdinando I, detto il Cattolico, che in Spagna aveva riunito le corone d'Aragona e di Castiglia in un solo regno. Nel 1516 passò a Carlo V, il sovrano sul cui impero “non tramontava mai sole”, tanto era vasto.Per effetto delle guerre dinastiche del secolo VIII, la Sicilia fu dapprima ceduta al duca Vittorio Amedeo Il di Savoia, poi a Carlo IV d'Austria e infine, nel 1734, a Carlo Borbone, sotto la dinastia
dei Borboni vi rimase fino al 1860, cioè fino alla spedizione garibaldina dei Mille, che provocò la caduta del regno borbonico e, l'unione dell’Isola al resto Italia.
Dopo il plebiscito dell'ottobre 1860, la storia della Sicilia s’identifica con la storia d’Italia. L’Isola condivise poi le drammatiche vicende della patria italiana nella prima e seconda guerra mondiale. Quest'ultima la vide in prima linea nel 1943 con lo sbarco anglo-americano che provocò rapidamente
la capitolazione italiana, firmata a Cassabile (Siracusa) il 3 settembre1943.
Dal 15 maggio 1945 la Sicilia è Regione autonoma della nostra Repubblica, con statuto speciale. Ora i molteplici problemi dei siciliani fanno parte della complessa questione meridionale.

 



 

 

 

 

 

 

 

 

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